Nuovo abito ispirato a quelli della serie televisiva "Il Trono di Spade".
giovedì 11 ottobre 2012
mercoledì 3 ottobre 2012
SAMHAIN: IL CAPODANNO CELTICO
Siamo da poco entrati nel mese di Ottobre. Dopo aver festeggiato Mabon e aver ossequiato la dea Modron augurandole buon riposo, siamo giunti a Samhain, il cui significato è fine dell'estate. In questo periodo dell'anno la terra, dopo aver dato tutti i suoi frutti, si prepara all'inverno. Oggi la parte più conosciuta di questa festa è la parte giocosa e gogliardica ovvero Halloween. Ma questo malfamato Halloween, bistrattato da molti, viene ritenuto estraneo alla nostra cultura e giunto sin da noi dalla cultura anglosassone. In realtà questa festività è ben radicata in tutta Europa e le sue origini sono antiche e legate ancora una volta al succedersi delle stagioni. Per quanto riguarda i Celti i fetseggiamenti iniziavano una settimana prima e terminavano una settimana dopo il primo Novembre ovvero nel giorno a noi ora noto come estate di San Martino, l'11 Novembre. Solo successivamente divenne, nei paesi anglosassoni, All Hallow' Eve o Halloween. Samhain coincide con l'inizio dell'anno celtico e non era propriamente festa dei morti ma al contrario la festa della rinascita della dea attraverso la morte. La Grande Madre muore per poi rinascere, una divinità legata alla natura selvaggia e sovrana dei boschi, vista con la sua natura duplice di protezione e distruzione.
Che sia Sahmain o Halloween poco importa, tutto riporta ad un giorno in cui il velo che separa il mondo dei vivi e il mondo soprannaturale si fa molto sottile, è possibile trapassarlo e proprio da qui nasce l'idea che le anime dei defunti possano in questa notte tornare e andare a far visita ai propri cari e ai luoghi in cui hanno vissuto. Tutto ciò ha portato all'usanza di porre sugli usci delle case lumini accesi per guidare le anime del propri cari e lasciare frutta o latte o ancora lasciare sul tavolo vino e altre cibarie.
Nella tradizione celtica la dea che sopraggiunge nella notte di Samhain e la Cailleach, la
vecchia donna, la regina dell'inverno che combatte la primavera e il suo
bastone gela il terreno. Proprio come la dea Brighde che governa da Beltane a Samhain, Cailleach governa la stagione invernale, tra Samhain (1º novembre) e Beltane (1º maggio), sono viste entrambe come spiriti della natura. Inoltre la parola "cailleach" in
gaelico scozzese significa “civetta”. La civetta è spesso una guida per
i mondi ultraterreni, una creatura che aiuta a vedere nelle tenebre, e
anche un rapido cacciatore. Essa può aiutarvi a smascherare coloro che
vorrebbero ingannarvi o approfittare di voi. I simboli sacri celtici sono: la mela, che è simbolo di amore, conoscenza, morte e immortalità e il fuoco che anche qui, come in tutti i riti sacri, aveva un ruolo importante e nella notte di Samhain serviva da luce guida per le anime perdute, come le fiammelle delle candele che ancora oggi accendiamo e poniamo in zucche intagliate in diverse forme bizzarre, sempre secondo la tradizione celtica i focolari domestici venivano spenti nella notte e riaccesi poi la mattina successiva con una torcia presa dal falò. L'albero di Tasso era legato a Samhain per il fatto di essere un semprevivo, le sue fronde adornavano i luogi funerari e spesso era usato per le pire funerarie, ha un legno resistentissimo e può vivere fino
a 2000 anni ed oltre. Ciò fa del tasso un simbolo di immortalità.
Anche la storia della zucca di Halloween è antica e il frutto in sè è sempre stato simbolo di fertilità, visto come il grembo della Dea Madre che cela al suo interno il seme. Così si capisce come in realtà nemmeno la famosa lanterna di Halloween ha origini moderne. Il suo uso pratico come lanterna intagliata è nato grazie a coloni irlandesi emigrati in America che avevano, in Irlanda, l'abitudine di intagliare nelle rape spaventosi volti per allontanare gli spiriti maligni. Nel nuovo mondo non avendo a disposizione le rape iniziarono ad usare appunto le zucche. Troviamo interessanti riferimenti alla zucca come frutto che porta fertilità in scritti latini come ad esempio il Corpus Hippocraticum del 400-300 a.C.
E così anche il famoso Trick or Treak, il "dolcetto o scherzetto", affonda le radici nelle tradizioni folkloristiche sia italiane che europee che vanno dal betone Ankou all'italiana "morte biricchina" e legato anche alle "processioni dei morti" di cui si fa cenno in tutte le tradizioni dell'europa, abbiamo la leggenda bretone di pescatori che in questa notte traghettavano le anime sulle loro barche o le storie delle nostre campagne in cui spesso si vedevano anime di defunti riuniti in una processione o in una messa per poi ricordare le "danze macabre" apparse nel 1400. Ed ecco che qui si colloca la religione cristiana che cercò di appropriarsi di tutte le feste pagane per trasformarle in ricorrenze cristiane. Tuttavia la festa di Samhain era molto radicata e risultò difficile eliminarla e venne così trasformata nella festa di Ognissanti, gli spiriti della tradizione celtica vennero demonizzati, le donne che avevano importanza fondamentale nei riti di fertilità vennero rese streghe, perseguitate e i falò di gioia trasformati in roghi e così anche le lanterne poste fuori dalle porte non servivano più ad indicare la strada ai defunti ma erano ora delle lanterne caccia streghe. Nel trasformare il calendario, non si era a conoscenza di quella che oggi conosciamo come la precessione degli equinozi (denominata così dagli astronomi ma comunque applicabile anche ai solstizi), infatti oggi il solstizio d'inverno, lo Yule, è il 21 dicembre, mentre al tempo coincideva con il 25 dicembre, data in cui venne fissata la nascita di Cristo. Da quel periodo la precessione è stata di quattro giorni, dal 25 al 21, poichè in duemila anni la precessione è stata di dieci giorni dal 31 al 21, quindi il calendario come lo conosciamo, con il capodanno fissato al 31 è stato fissato cinquemila anni fa, non si sa ne dove ne da chi. Ma inseriamo il nostro"dolcetto o scherzetto" in questo ambito: la chiesa aveva diffuso il timore per le anime dei morti e in ogni caso da sempre c'è una paura innata per le amine dell'aldilà e così ecco come in passato veniva posto del cibo insieme al corpo al momento della sepoltura placando la sua fame e impedendogli di tornare nel mondo dei vivi. Legato a queste tradizioni è l'usanza del banchetto funebre oppure la tradizione nel girono dei morti in molti paesi dell'Italia vengono preparati dolcetti a forma di ossa chiamati appunto "ossa dei morti". Ecco che quindi anche i travestimenti che grandi e piccini usano ad Halloween ricordano le grottesche maschere indossate dagli sciamani, che impersonano nient'altro che le anime tronate dall'aldilà, che chiedono cibo in cambio di traquillità.
L'aspetto più personale di Samhain riguarda come festeggiare questa ricorrenza sempre più spesso bistrattata e ritenuta un carnevale troppo repentino. Samhain è la notte giusta per ricordare i nostri cari e i nostri animali che non sono più con noi, accendere candele per loro, volgere lo sguardo alla propria interiorità a contemplazione della vita e della morte, è il momento dell'introspezione, di liberare la nostra anima, la nostra mente e il nostro cuore.
In questo momento dell'anno le foglie ingialliscono e cadono, gli alberi si trasformano in sparuti scheletri che ben presto si staglieranno scuri su un paesaggio bianco ricoperto di neve candida. La prima brina inizia ad imbiancare i prati, la foschia mattutina fa capolino. Nell'aria si sentono i profumi dell'autunno, la cannella, le mele, le zucche, le castagne, è tempo di vin brulè e birra che riscaldano il corpo e il cuore. La tavola di Samhain dovrebbe catturare l'essenza di questa festa e anche se il nero e l'arancione ci sembrano troppo vicini alla tradizione più "commerciale" di Halloween basta pensare come in realtà quest'ultimo non sia semplicemente un'evoluzione moderna di una più antica festa, che aveva significati rituali e anche pratici, in un'epoca in cui si dipendeva solo dal procedere delle stagioni e dalla produttività dei campi.
Ma per tornare alla nostra tavola e al banchetto di Samhain: agghindate la vostra casa con foglie secche, rami di quercia o nocciolo, il colore simbolo dell'autunno ovvero l'arancione e il nero in riferimento al mistero della morte e alla parte oscura dell'anno, le candele dovrebbero essere accese e dedicate ai nostri cari o incise con simboli protettivi e bene auguranti, ricordate che Samhain segna il vero inizio dell'anno quindi è bene iniziarlo nel modo giusto. Per la nostra tavola tutti i frutti autunnali tipici del periodo: mele, zucche, nocciole, castagne, melograni e ancora cipolle, rape, cavoli, grano uva e i primi agrumi, tante sono le tradizioni culinarie regionali legate a questa festa. Le bevande migliori sono il vino novello, la birra, il sidro di mele e tutti i vini speziati che oltretutto sono un vero toccasana per i primi raffreddori e malanni autunnali. Le erbe più adatte per questo periodo sono la salvia, l'alloro e la lavanda.
Non mi resta che augurare a tutti un felice Samhain e un buon inizio d'anno!!
venerdì 21 settembre 2012
FELICE MABON!
Anche quest'anno è arrivato il tempo di festeggiare l'Equinozio d'autunno, Mabon, il giovane dio della vegetazione e dei raccolti, figlio modron, la Dea madre che quest'anno cade il 22 settembre. La Dea terra è matura, dalle forme primaverili
della fanciullezza era passata a quelle estive della fertilità ed ora sta per
trasformarsi in quelle della saggezza e dell’introversione autunnale che, dopo
Mabon, prenderà inizio.
Mabon è il giorno che si trova a metà dei due solstizi, è tempo di riflessione e equilibrio. In questo giorno la luce e le tenebre sono di uguale durata e da inizio all'autunno. Mabon è un periodo faticoso che coincide con il secondo raccolto. Il ciclo produttivo e
riproduttivo è concluso, le foglie cominciano ad ingiallire e gli animali
iniziano a fare provviste in previsione dell'arrivo dei mesi freddi.
Mabon è anche tempo di vendemmia e della fabbricazione del vino, dalla pigiatura delle uve fino alla chiusura nel buio delle botti, in attesa che sia maturo.
A Mabon è tempo di onorare le divinità anziane e lo spirito, è tempo di guardare dentro noi stessi abbandonando i vecchi propositi per prepararci al periodo di riposo dell'anno.
Le divinità vengono ringraziate per i loro doni, auspicando il ritorno futuro dell'abbondanza, ricordando di lasciare una parte del banchetto per la natura e le sue creature. In segno di ulteriore ringraziamento alla Grande Madre Terra per i doni che ci ha elargito.
Nella nostra vita moderna e frenetica abbiamo perso gran parte dei significati che queste feste e ricorrenze avevano per i nostri antenati. Il contadino che tanto ha faticato d'estate si appresta ora a godersi un periodo di assoluto riposo. Nel periodo medievale e prettamente nell'Alto medioevo, le strade sconnesse diventavano impraticabili in autuno e inverno, il clima rigido non permetteva di restarsene molto tempo all'aperto, per cui così come si fermava la terra anche i commerci e la vita quotidiana rallentava e si fermava.
Chi festeggia Mabon e tutte le altre feste del Calendario pagano si dà l'opportunità di entrare in contatto con questo mondo antico e lontano, imparando ad apprezzare la natura e le cose semplici della vita. Riunirsi insieme alla famiglia o gli amici o semplicemente con la persona a cui più teniamo, l'atmosfera gioiosa e di riflessione, il banchetto pronto e le bocche affamate, i lumicini delle candele e l'odore della cera che brucia e per chi ha la possibilità di farlo un bel fuoco acceso con le foglie secche e il legno del proprio giardino.
La tavola adornata con colori autunnali come il marrone, l'arancione o il bordeaux. Ghirlande, cornucopie simbolo di abbondanza, ghiande, pigne, frutta di stagione come uva, mele, pere, castagne, fichi, kaki, melograni, frutta secca come noci, mandorle e nocciole, gli ortaggi che la terra ci offre in questo periodo come cavoli e cavolfiori di ogni tipo, carote, patate, finocchi, funghi, per non dimenticare cereali, mais e vino, semplice o speziato. Buone pietanze per Mabon sono le zuppe, le schiacciate di frutta e le focacce, pane di grano e biscotti di farina d'avena.
Ognuno può festeggiarlo come meglio desidera ma chi ne ha possibilità può recarsi a fare passeggiate nei boschi o anche per le nostre campagne, offrendo alla Grande Madre Terra gli avanzi del nostro banchetto, dando libagione agli aberi e agli animali, da soli o in compagnia prendendosi un po' di tempo per sedersi sotto ad un albero o vicino ad un ruscello e riflettere, ascoltare il bosco e le sue melodie, il rumore delle fronde scosse dal vento, il canto degli uccelli e perchè no il fragore leggero delle acque di un ruscello. Unirsi alla terra e come lei rallentare, almeno per un giorno, la nostra vita, sentendosi parte integrante di essa.
domenica 23 ottobre 2011
COMPLETO DA CAVALIERE OSPITALIERE
ABITO IN BEIGE
Nuovo abito realizzato su misura, in lino bicolore e bordi e nastri rossi e beige. Realizzabile con abbinamento di colori diversi.
ATTENZIONE! Il lino proposto nelle prime immagini non è più disponibile.
TABELLA MISURE è necessario cliccare sul tasto download (quello grigio, vicino ai tasti print, mobile e collections) a destra del documento e scaricarlo in formato docx (per Word), inserire le vostre misure e inviarmelo per mail.


Una variante dello stesso abito, realizzato con stoffa diversa.


ATTENZIONE! Il lino proposto nelle prime immagini non è più disponibile.
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Una variante dello stesso abito, realizzato con stoffa diversa.
venerdì 26 agosto 2011
Ordine dei Cavalieri Ospitalieri
Quella dei Cavalieri Ospitalieri o Ospedalieri, nati come Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, quindi conosciuti come Cavalieri di Rodi e in seguito come Cavalieri di Malta, è una tradizione che inizia come ordine ospedaliero benedettino intorno alla prima metà dell'XI secolo a Gerusalemme e divenuto, in seguito alla prima crociata, un ordine religioso cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto a cui fu affidata la cura e la difesa dei pellegrini diretti in Terra Santa.
In seguito alla perdita dei territori cristiani in Terrasanta, l'Ordine si rifugiò brevemente a Cipro e poi a Rodi, su cui estese la propria Sovranità, e successivamente a Malta con lo stato di Vassallo del Re di Sicilia. Si può dire che l'ordine medievale sia giunto ad un termine a seguito della sua espulsione da Malta da parte di Napoleone nel 1798. Il Sovrano militare Ordine di Malta costituisce il principale successore di questa tradizione: è presente in oltre 110 paesi e, abbandonato l'impegno militare, realizza iniziative a carattere benefico ed assistenziale. Esistono inoltre altri Ordini, come il Venerabile Ordine di San Giovanni, con sede a Londra e l'Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo.
Per un'ulteriore approfondimento vi invito a continuare la lettura sulla pagina di Wikipedia.
Parte tratta da Wikipedia.
lunedì 27 giugno 2011
LE RUNE NORRENE
TESTO TRATTO DAL SITO: http://www.runica.it/rune.asp
L'alfabeto runico era l'alfabeto segnico usato dalle antiche popolazioni germaniche. Le rune probabilmente derivano da una scrittura appartenente al gruppo delle cinque principali varietà di alfabeto italico settentrionale, derivato dall'alfabeto etrusco, e perciò detto "nordetrusco". Tale alfabeto è conosciuto solo attraverso alcune iscrizioni che furono scoperte nell'area alpina e prealpina.
Il sistema runico più antico è chiamato Futhark: esso divide le 24 rune in 3 gruppi (Aettir) formati ognuno da una serie di 8 rune e prende il nome dalle iniziali delle prime 6 rune del primo gruppo, chiamato il gruppo di Fehu.
Il gruppo Fehu racchiude in sé un microcosmo e finalità differenti. Rappresenta dalla prima runa Fehu, che significa bestiame, inteso come prosperità di beni, all'ottava runa Winjo, che indica gioia e onori, i presupposti per un'esistenza stabile e prospera.
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